Ogun Vodun


Dopo due giorni di magra finalmente una buona giornata in San Babila! E' una piazza che non mi entusiasma soprattutto per il RUMORE di fondo (macchine, autobus, taxi, metropolitana, fontana) che rende difficile fare una buona performance, e per la POSIZIONE (essendo alla fine del Corso è un punto di dispersione), ma per me oggi la fontana è stata una FONTE di ottimismo: che bello tornare a suonare in centro di fronte a un pubblico come si deve! Per carità, niente folle oceaniche o cerchi di fuoco, ma ho passato un sereno pomeriggio di musica e sono stato per tanti un motivo di EVASIONE dai frenetici ritmi della città!

Parto all'ombra con "Direction In the Wind" di Ryan Bingham e già dalle prime note vedo fermarsi alcune persone. Sono nel mezzo della canzone quando sento un "TOC!"... e salta la corda del SOL! Riesco a finire il pezzo con qualche difficoltà perchè la corda rotta era rimasta incastrata sulla tastiera e me la ritrovavo "tra i piedi" (o sarebbe meglio dire "tra le dita"), e il piccolo gruppetto di fronte si scioglie. Mi fermo ai BOX per un rapido cambio-corda, scambio due chiacchere con Olga Candi che era passata a salutarmi, poi mi rimetto in pista a cento all'ora.

Tra i presenti si ferma un ragazzo, nome d'arte OGUN VODUN, che non avevo mai visto prima, con la custodia della chitarra sulle spalle e il carrellino con l'amplificatore, e non so come arguisco che sia anch'egli un musicista di strada. Poi lo vedo avvicinarsi e mi immagino che stia venendo per presentarsi e farmi i complimenti, invece mi dice: OGUN VODUN: "Ciao, scusa se ti interrompo, ma qui ci sarei io a suonare" EDWIN: "No mi spiace, guarda ecco il permesso, vedi da tè che ho la prenotazione dalle 13 alle 16 qui?" OGUN VODUN: (guarda il foglio): "Allora si sono sbagliati! Anch'io ho la stessa postazione ma dalle 14 alle 17!" EDWIN: "No è giusto. Semplicemente in San Babila ci sono due postazioni, una qui di fronte alla fontana, e l'altra tra le aiuole più in là!" OGUN VODUN: "Ma io ho sempre suonato qui!" EDWIN: "Ok adesso lo sai e puoi metterti là!" OGUN VODUN: "... vabbeh dai allora aspetto, ti lascio finire e poi suono io" EDWIN: "... no forse non hai capito, la tua postazione è di là dietro la fontana!" OGUN VODUN: "Ok allora mi metto un pò più avanti lungo il Corso" EDWIN: "Guarda che così se fuori postaz..." ma quello se n'èra già andato... senza capire un cazzo!

Riprendo il mio spettacolo, ma il SOLE intanto si è spostato e me lo trovo tutto in faccia. Una faticaccia! Ma il pubblico, che pian pianino si era posizionato all'ombra o seduto sul bordo della fontana, mi lancia applausi e quindi vado avanti per un pò.

Sto suonando da un'ora quando si avvicina un vigile senza divisa (ormai li riconosco da lontano quelli in borghese!) e mi chiede il permesso con gentilezza. Quello che proprio non capisco è: per carità controllare i permessi è un DOVERE del vigile, ed è su questo che si basa il Regolamento di strada, ma perchè venire a controllare me, che ormai mi conosci e non mi hai mai beccato abusivo, e invece quel ragazzo "nuovo", OGUN VODUN, che si era messo a 200 metri di distanza da me fuori postazione è rimasto li tranquillo a suonare? Mistero! Comunque mi tengo la domanda per me, saluto gli sbirri e mi rimetto a lavoro per un'altra ora.

I personaggi "strani" di oggi?

- Un ragazzo straniero di colore, capelli cortissimi ossigenati, che aveva addosso un NEGOZIO di vestiti firmati: un mix Gucci, Dolce & Gabbana, Luis Vitton, Versace, Armani e chi più ne ha più ne metta! E proprio questo tipo si è avvicinato con molta calma, e quasi senza farsi vedere mi ha lasciato in custodia una banconota importante (mi si sono bloccate le sopracciglia dallo stupore!), per poi tornare al suo shopping compulsivo

- Appena ho visto di fronte a me un ragazzo vestito come i gruppi GLAM hard rock degli anni '80 (capelli biondi super cotonati, t-shirt di Ritorno Al Futuro, giacca di pelle appesa allo zaino, e stivalozzi di pelle con 30 gradi all'ombra!), ho chiesto subito a Leila di fotografarlo!

- Un signore con la chitarra in spalla mi ferma per chiedermi un parere sul suo nuovo acquisto: una MARTIN DXME molto simile alla mia. Mi dice: "L'ho comprata ieri perchè ti ho visto in strada e voglio suonare come te!"

A fine concerto vedo tornare il mio collega OGUN VODUN, che si va a sistemare al mio posto. Mentre metto via lo ascolto per qualche minuto e mi metto le mani nei capelli per il bordello che fa: esecuzione di improvvisazioni di pezzi blues senza base musicale, con la chitarra elettrica con una distorsione da musica metal e un amplificatore che gracchiava come un corvo in agonia! Aiuuuto!

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