L'abbordaggio


Dopo essermi spaccato la schiena trasportando il mio armamentario a piedi dal Parco Sempione a Paolo Sarpi, mi fiondo in un Mc Donald's (cosa di cui non vado assolutamente fiero) e mi ingurgito un big mac (di plastica) con patatine (di plastica) seduto ai tavolini esterni (anch'essi di plastica).

Raggiunta la postazione inizio a montare con molta calma il mio set, quando un ragazzo, GRAZIANO, con la cresta bordeaux sulla testa e gli occhiali da sole si ferma lì davanti a fissarmi mentre sono preso con cavi e microfono. Dopo dieci minuti è ancora lì fermo come una statua vivente con gli occhi a cuoricino, la cosa mi mette un attimino in soggezione ma vado avanti come se niente fosse. Poi il giovine trova il coraggio per parlare e inizia a farmi una serie di domande a raffica con una cadenza leggerissimamente femminile, al chè capisco che sta tentando l'ABBORDAGGIO! GRAZIANO: "Ciaaao!" EDWIN: "Ciao" GRAZIANO: "Sei un musicista?" EDWIN: "Si" GRAZIANO: "Sei di Milano?" EDWIN: "Si" GRAZIANO: "Ma Milano Milano?" EDWIN: "Si..." GRAZIANO: "Ma vivi qui?" EDWIN: "Si" GRAZIANO: "Ma in che zona?" EDWIN: "zona sud" GRAZIANO: "Ma sud dove? San Donato? Rozzano?" EDWIN: (guardandolo male) "NO..." GRAZIANO: "Ah e di dove allora?" EDWIN: (guardandolo malissimo) "zona Abbiategrasso" GRAZIANO: "Ma non mi sembri italiano! Sei nato a Milano?" EDWIN: "NO" GRAZIANO: "E dove allora?" EDWIN: (per evitare che mi facesse l'elenco di tutti gli stati del mondo): "COLOMBIA!" GRAZIANO: "Ahhh Colombia? E ci sei mai tornato?" EDWIN: "No"

Dopo altri 10 minuti così cerco un modo per staccarmelo di dosso (niente contro i gay, è l'approccio tipo "TERZO GRADO" che non mi piace) e gli dico: EDWIN: "Guarda adesso devo fare la prova volumi, inizio a suonare fra un quarto d'ora" GRAZIANO: "Ah bene allora vado un attimo a casa a RINFRESCARMI!"

Alle cinque dò via al mio concerto e si crea il solito strano ma piacevole clima tipico di Via Sarpi: sembra di suonare davanti al nulla, in realtà passa poca gente ma in maniera costante, qualcuno si ferma (soprattutto vecchi e bambini), qualcun'altro tira diritto ma ruota la testa di 180 gradi come nell'"Esorcista"!

Dopo mezz'ora si fermano in Vigili in bicicletta e cordialmente mi chiedono il permesso. Intuisco che uno dei due dev'essere nuovo per la meticolosità con cui analizza il permesso e la carta d'identità, guardando il collega in cerca d'approvazione. I due vigili mi salutano e se ne vanno. La gente intorno intanto è rimasta paralizzata, come se pensassero che mi stessi prendendo la multa! Passa un'ora e si ferma una voltante, da cui escono altri due sbirri, e anche loro mi chiedono in maniera cortese il permesso: EDWIN: "Ok però poco fa mi hanno già controllato dei vostri colleghi in bici!" VIGILI: "Meglio un controllo in più che uno in meno"... si ma non sempre agli STESSI volevo rispondergli!

Un buon concerto quello di oggi, anche se devo ammetterlo: mi mancano i CERCHI che si creavano in centro!

Ringrazio: - GRAZIANO, il ragazzo gay che è tornato (senza fare altre domande), mi ascoltato e ha voluto il mio cd!

- Julienne, un ex-collega di LifeGate che ho visto passare al volo agitato come se si fosse tirato una striscia di bamba: adesso fa il falegname!

- Un bambino CINESE irresistibile, seduto sul seggiolino della bici davanti alla mamma, che mi salutava con la mano, mi sorrideva e mi mandava baci a profusione!

- Leila Lovo: dopo essere stato rimorchiato da un uomo, avevo proprio bisogno di vederti!

Domani doppio appuntamento, prima in CADORNA dalle 14 alle 17, poi in PORTA TICINESE dalle 18 alle 21!

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